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postato da 666percento [07/05/2010 20:15]
Domenica 2 maggio ore 2.30, c'è chi è in discoteca, c'è chi è nei pub, e c'è chi parte verso Bergamo per poter prendere l' aereo che li condurrà a Cagliari, sede della trasferta odierna.Nei giorni precedenti alla trasferta abbiamo incontrato parecchie difficoltà a reperire un volo ad un prezzo abbordabile, motivo per cui i ragazzi che hanno deciso di aderire alla trasferta cagliaritana saranno soltanto cinque.Come detto in precedenza la partenza è fissata alle 2.30, il tempo di salutarci e partiamo in direzione Bergamo. I primi chilometri passano velocemente tra risate e discorsi più seri, come quelli che riguardano il raduno di tifoserie che si è tenuto il giorno precedente a Venezia, il cui tema era la famigerata "Tessera del tifoso". Il viaggio continua, facciamo una breve sosta in autogrill, e arriviamo all' aeroporto "Orio al Serio" quando manca un' ora abbondante alla partenza del nostro volo. Il tempo di rifocillarsi con un buon cappuccino, e dopo aver salutato gli altri ragazzi della nord che hanno prenotato il nostro stesso volo, alle 7.00 in punto saliamo sull' aereo. Alle 8.00 circa siamo in terra sarda, e con nostra grande sorpresa non c'è nessun poliziotto ad attenderci. Dopo esserci compattati, prendiamo contatto con dei nostri amici cagliaritani, i quali ci propongono di passare il tempo che ci separa dalla partita, in un chiosco in riva al mare.Proprio durante la trattativa, arrivano due volanti della polizia, che fortunatamente non ci creeranno problemi e si "limiteranno" a pedinarci ad oltranza.Raggiungiamo la spiaggia in taxi (con la modica spesa di 30€), che a causa della giornata poco soleggiata è praticamente deserta. Il chiosco dove decidiamo di fermarci è molto accogliente ed è gestito da una simpatica coppia di origine caraibica.
Subito parte il primo di una infinita serie di giri di birre (talvolta qualcuno decide di variare scolandosi un' Havana-Cola alle 10 di mattina!). Inutile dire che oggi, i padroni del locale hanno fatto l' incasso dell' anno. Durante tali bevute i nostri amici cagliaritani ci raccontano dei gravi problemi che stanno affliggendo la tifoseria rossoblu, con diffide che, in alcuni casi, possono arrivare anche alla durata di sette anni (ricordiamo che il massimo dovrebbe essere cinque), e cosa ancor più grave alcuni tifosi si sono visti recapitare un divieto di entrata nella città di Cagliari, che impedisce al condannato di seguire le partite casalinghe della propria squadra, ma paradossalmente si può recare tranquillamente in trasferta (penso che ogni commento sia superfluo). Il tempo passa, e arriva l' ora di recarsi allo stadio, salutiamo i nostri amici, e chiamiamo un taxi che ci porterà al "Sant' Elia". Arriviamo nell' impianto sardo con un buon anticipo, e dopo aver passato una perquisizione che dire inesistente è un eufemismo (visto che gli steward non ci degneranno neanche di uno sguardo), facciamo il nostro ingresso nello spicchio a noi dedicato. Appendiamo i drappi, e mentre sorseggiamo un buon caffè borghetti attendiamo l' inizio del match. La nostra presenza odierna si aggira sulle venti unità, più una cinquantina di "clubbisti" che come al solito saranno inesistenti a livello di tifo. Davanti a noi la "Nord" cagliaritana presenta alcuni spazi vuoti ma il nucleo centrale è bello compatto e non farà mai mancare alla squadra il proprio sostegno vocale. Durante la gara esporranno due striscioni in merito al divieto di trasferta che ha colpito i tifosi cagliaritani per la gara contro il Napoli della domenica precedente: il primo recitava "25-04-10 meglio assenti che confidenti", mentre sul secondo c'era scritto "25-04-10 non scendiamo a compromessi", segno tangibile che i valori "ultras" sono ben presenti nella curva rossoblu. Rispetto!! Da parte nostra noi facciamo di tutto per farci sentire, prediligendo i cori secchi visto il numero limitato di ugole. Dopo quindici minuti di gioco l' udinese va sotto di un gol, ma noi non ci scomponiamo più di troppo, e continuiamo a sostenere le "zebrette". Tra i vari cori estratti dal solito repertorio ne aggiungiamo altri, tra cui uno contro le "fdo" che si rivelerà molto fortunato visto che durante la sua esecuzione prima raggiungiamo il pareggio per poi passare addirittura in vantaggio. Intanto qualche goccia di pioggia comincia a cadere sopra le nostre teste, ma questo non spaventa alcuni ragazzi del gruppo che si esibiscono in un bel torso nudo. Col passare del tempo la partita diventa una lunga agonia fino al fischio finale dove intoniamo cori a favore del movimento e contro la tessera del tifoso. Ormai è superfluo dire che solo la minima parte della squadra si è degnata di rivolgerci il loro saluto, ma a questo siamo ormai abituati. Dopo pochi minuti usciamo nell' area di pre-filtraggio e qui fatti salire su un autobus dove verremmo trattenuti al suo interno per un tempo incredibilmente lungo. Una volta persa la pazienza scendiamo dal mezzo a chiedere spiegazioni alle forze dell' ordine, e fatalità, dopo pochi minuti siamo in viaggio verso l' aeroporto. Visto l' enormità di tempo che ci separa dal nostro volo, completiamo subito le pratiche d embargo per poi distenderci sulle poltroncine della sala d' attesa e cadere tra le braccia di Morfeo.
Alle 22.10 parte il nostro volo, e dopo essere atterrati a Bergamo e salutato i nostri compagni d' avventura riprendiamo in tutta fretta la via di casa che raggiungiamo alle 2.30, ventiquattro ore esatte dopo la nostra partenza. SOLO PER UNA MAGLIA!!
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